QUALE E’ LA GIUSTA QUANTITA’ DI ESERCIZIO FISICO?

ESERCIZIO FISICO

Quanta attività fisica dovremmo fare?

Le persone non abituate all’esercizio fisico e soprattutto coloro che in partenza non sono in forma, dovrebbero iniziare con prudenza, cercando di valutare le reazioni del proprio corpo agli sforzi.

Si sconsiglia quindi di continuare quando ci si sente a disagio, anche se si è cominciato sol­tanto da cinque minuti. Si dovrebbe partecipare a tre lezioni alla settimana, ciascuna di 45-60 minuti circa.

Quando vi sarete abituati a questo ritmo, circa alla metà di ciascuna lezione, dovreste trovarvi nella zona di effetto allenamento, con assunzione di ossigeno aumentata e bat­titi cardiaci rallentati.

Per raggiungere questo livello, generalmente è necessa­rio un periodo di dieci settimane e l’efficacia dell’allena­mento non sarà riscontrabile nelle prime settimane.

Una volta raggiunta una buona forma fisica, due sedute la setti­mana saranno sufficienti per mantenervi in forma, ma non meno: con un numero inferiore perdereste ben presto i vantaggi ottenuti.

Alcuni praticano esercizio solo sporadicamente e, spe­rando di aumentarne il beneficio, lo fanno con estrema energia.

Di fatto, però, avviene proprio il contrario. Giocare a squash, per esempio, a intervalli di parecchie settimane, ha ben poca efficacia sul miglioramento dello stato fisico, ma, al contrario, aumenta il pericolo di traumi.

Cominciare lentamente un programma di esercizi brevi e regolari ha molta efficacia e comporta meno rischi che tentare di rag­giungere una buona forma fisica rapidamente e con sforzi violenti.

La maggior parte dei traumi sportivi colpiscono i muscoli, le caviglie, le ginocchia e le articolazioni dei fian­chi oltre che la colonna vertebrale.

I traumi muscolari si possono evitare cercando di non esagerare nello sforzo e seguendo un programma che assicuri un preriscaldamento e un graduale incremento dell’impegno fino a raggiungere il massimo.

I traumi alle articolazioni sono dovuti al conti­nuo battere i piedi su una superficie dura: questo pro­blema si presenta soprattutto nella corsa e negli esercizi di aerobica.

Un modo per risolvere il problema consiste nel procu­rarsi un buon paio di scarpe da ginnastica: cercate sempre di acquistare il modello migliore secondo le vostre possibi­lità

Una terza alternativa consiste nel lavorare su materas­sini in gomma rigida, che assorbono !’impatto dei piedi e delle mani. Questo metodo fa aumentare lo sforzo da applicare contro la resistenza offerta dalla gomma, perciò si deve fare maggiore fatica, ma si riducono i rischi di traumi.

Esistono, però, problemi più seri ai quali occorre pre­stare attenzione.

Diversi anni fa, alcuni medici scozzesi svolsero un’indagine su 29 uomini, dece­duti dopo avere giocato a squash. Tutti, tranne sei, mostra­vano evidenti segni di malattie cardiache precedenti che loro stessi avevano preferito ignorare o a cui non avevano dato il giusto peso.

Ciò mette in evidenza la necessità di sottoporsi a un controllo medico allo scopo di ricercare ovvi segnali di malattie presenti, prima di sottoporsi a una attività così energica.

Ma, poiché non esiste un test che escluda l’esistenza di un rischio individuale allo sviluppo di una potenziale malattia cardiaca, o di altro genere, è importante sottolineare ancora una volta la necessità di porre grande attenzione ai segnali che il corpo invia e di non oltrepassare mai il limite in cui l’esercizio fisico pro­voca un senso di disagio.

I medici scozzesi scoprirono anche che almeno un terzo dei giocatori di squash deceduti erano molto aggressivi e che si sottoponevano a qualunque sforzo pur di vincere.

La ricerca non mise in evidenza che lo squash fosse un gioco pericoloso, ma semplicemente che alcuni lo praticavano in maniera pericolosa

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